Brignone e le sue sorelle quattro giganti da podio per rompere il ghiaccio

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Posted on: 02/11/18
PyeongChang - Mentre scrivo non è ancora chiaro se i discesisti potranno gareggiare (per voi che leggete era la notte scorsa), visto che qui ieri sera il vento era davvero violento, oltre che gelido. So però che devo presentare la seconda (o prima?) gara del programma di sci alpino, il gigante femminile, quella in cui, sulla carta, abbiamo ben più di una chance da medaglia. Ho visto poche ore fa tre delle quattro che saranno in pista nella notte fra domenica e lunedì (prima manche alle 2.15 orario italiano, seconda alle 5.45) e le ho trovate belle cariche, tranquille e sicure. C'era la capitana del gruppo, Manu Moelgg, uscita rinforzata da un mese di gennaio molto difficile dopo la partenza a razzo nelle prime tre gare. C'era l'esordiente Marta Bassino, che pensando alla sfilata della cerimonia sentiva ancora i brividi nella schiena, e c'era Federica Brignone, che come la Manu ha sfruttato il parrucchiere di Casa Italia per farsi un nuovo look e si è detta «matura e pronta per fare finalmente un bel gigante all'Olimpiade», lei che a Vancouver 2010 scivolò sulla neve dopo poche porte (aveva in ogni caso chiuso 18ª), ripetendosi sciaguratamente quattro anni dopo a Sochi, dove non era nemmeno arrivata al primo intermedio.E poi c'era lui, «Penna Bianca» Gianluca Rulfi, il loro allenatore, che domani avrà a sua volta un ruolo da protagonista, come tracciatore della prima manche. Gli chiediamo subito della pedina mancante a questa cena in relax e lui risponde che «Sofia Goggia in gigante sarà l'outsider delle outsider, perché le sue gare arriveranno più avanti». Outsider. Partiamo da qui, visto che all'Olimpiade sono quasi sempre loro le protagoniste Ed ecco ancora Rulfi: «Sono tante, fra loro anche le nostre Moelgg e Bassino. Attenzione poi all'austriaca Brunner, pronta per quel podio che finora non ha mai centrato, e alla svedese Hector». Bene, ma le favorite? Rulfi non tentenna: «Non si scappa, sono le prime quattro della classifica mondiale, con Viktoria Rebensburg che fa paura, perché ha solo una leggera debolezza quando il terreno non è uniforme, ma per il resto è solida, può al massimo sbagliare mezza manche. Lo stesso vale per Tessa Worley, che va un po' più piano solo quando serve tanto coraggio, ma non è il caso per questa pista, bella ripida e su cui far bene le curve, come piace a lei. Mikaela Shiffrin è la numero tre, ma potrebbe andare meno forte in queste condizioni, la vedo come un punto interrogativo. La quarta è la nostra Federica, lei da tempo c'è in tutte le situazioni, tanto meglio se sono molto difficili».In quattro per un podio con tantissime outsider, sarà uno spettacolo, su che pista andrà in scena? «Due giorni fa l'hanno testata con atleti coreani della squadra B e il tempo è stato di un minuto e dieci. Il pendio è ripido, con tanti dossi, e la neve è dura». Si prevede quindi un gigante faticoso, le ragazze ne hanno scoperto il terreno ieri per la prima volta, mentre negli ultimi giorni si sono allenate su una pista laterale, cercando di adattarsi alla neve coreana, molto aggressiva e un po' infida.La scorsa primavera, dopo la favolosa tripletta delle gigantiste nell'ultima gara di coppa ad Aspen, Giovanni Malagò aveva detto che la medaglia che si aspettava più di ogni altra in questi Giochi era quella del gigante femminile. Fede, Sofia, Marta, Manuela: è giunta l'ora. Negli ultimi diciassette giganti disputati al massimo livello solo due non hanno visto una di voi sul podio. Sognare si può, si deve, per cominciare a riempire qualche casella del medagliere azzurro.




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